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Sassetta

SassettaSassetta, il più piccolo comune della provincia di Livorno, dista soltanto 30 minuti dalla nostra Casa vacanze in Toscana ed è situato a nord del monte Calvi, sulla cima e sul versante orientale di una collina che separa la Val di Cornia dalla Valle della Sterza. Il piccolo territorio comunale è montuoso e racchiuso in una conca verde fra selve di castagni, lecci, macchie e pascoli naturali .
Siamo in un territorio selvaggio e ricco di fascino, di una bellezza quasi primitiva, dolce e rasserenante e al tempo stesso aspro e impervio. L'intero territorio comunale si estende su una superficie di appena 26 km quadrati e la sua popolazione è in costante calo da circa trent'anni: nel 1951 si ebbe il massimo sviluppo con 1233 abitanti, ma oggi supera di poco i 500 abitanti. Il centro storico, sorto sopra speroni di marmo rosso, racchiude un borgo medievale e un dedalo di viuzze e di vicoli stretti e scoscesi, che conservano tracce di storia millenaria e dai quali si aprono scorci panoramici e suggestivi sulle vallate circostanti. Sull'abitato domina il Palazzo Ramirez di Montalvo, residenza della famiglia spagnola, eretto tra il 1565 e II 1571 sulle fondamenta del Castello degli Orlandi. Nel centro del borgo è visitabile la Chiesa di Sant'Andrea, con facciata neogotica. Il tempio, di antica origine, presenta un corpo di fabbrica cinquecentesco ma con rimaneggiamenti e ampliamenti realizzati nel 1625, durante l'epoca della signoria di don Garcia Montalvo. All'interno si conserva un pregevole crocifisso in marmo di rocca e l'originale fonte battesimale romanico che reca lo stemma degli Orlandi della Sassetta. Fra i dipinti di scuola toscana spicca una bella tavola cinquecentesca raffigurante la Madonna col Bambino fra Santi, di ignoto autore.

sassettaLa storia di Sassetta è singolare per essere appartenuta a varie riprese sia a Pisa, sia a Firenze, sia a Grosseto, sia a Livorno. Per orientarsi in questi passaggi abbiamo schematizzato gli avvenimenti più significativi nel seguente ordine: nel!' XI e XII secolo Sassetta è citato in antichi documenti come possedimento della famiglia Orlandi. Fino al 1406 rimase sotto la giurisdizione della repubblica pisana, che esercitava il controllo sul castello tramite la famiglia dei Della Gherardesca, poi a partire da quella data, con atto di sottomissione, venne ceduta alla repubblica fiorentina. Cosimo I de' Medici nel 1539 eresse la comunità in feudo e la cedette al capitano Matteo Sabatini da Fabriano, membro della sua corte. Successivamente passò al suo segretario: Piero Mustefilo di San Genesio, poi allo spagnolo Antonio Ramirez di Montalvo e infine tornò proprietà diretta dei granduchi, che la inserirono nel territorio distrettuale di Pisa. Nel 1613 fu aggregata al territorio fiorentino e nel 1776 con i decreti leopoldini divenne comunità autonoma, condividendo le sorti dello stato toscano fino all'Unità d'Italia. Nel 1836 il territorio comunale di Sassetta venne unito alla provincia di Grosseto e qui vi rimase per parecchi anni. In seguito però passò nuovamente alla provincia di Pisa e a partire dal 1925 fu aggregata a quella di Livorno. Per ora è ancora qui, ma non è detto che in futuro non ci siano nuove sorprese! In passato l'economia locale derivava quasi esclusivamente dall'utilizzo del bosco, che copriva il territorio quasi per intero, mentre l'agricoltura era un'attività marginale e legata alla produzione di cereali. Oggi l'agricoltura ha acquisito maggiore importanza e si coltivano olivi, viti e alberi da frutto.
Provenendo da Suvereto , prima di arrivare a Sassetta, si incontra sulla strada, l'antica Chiesa della SS. Annunziata, edificata nell'XI-XII secolo ed oggi in totale abbandono. L'edificio sorge ai margini di un rigoglioso bosco, nei pressi di una fonte. Il luogo, che oggi appare isolato, era in passato circondato da vari edifici, ora ridotti a ruderi, che un tempo fungevano da ospizi per i pellegrini. La chiesa, pur se spogliata dei suoi gioielli e priva di porte e infissi, è tuttavia interessante nella sua semplicità perché ancora conserva l'originaria struttura romanica ad unica navata con abside e volta interna ogivale, oltre a finestrelle e portali originali. La leggenda vuole che sia la novantesima chiesa costruita dalla contessa Matilde di Canossa.
Se siete appassionati di borghi toscani e storia della nostra regione , partendo dal nostro Casale potete facilmente raggiungere e visitare questo antico paesino.

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